Recenti fatti di cronaca attestano la crescente diffusione del fenomeno di manomissione dei documenti d’identità.
Ricordiamo, a tal proposito, che rimuovere il microchip della CIE è una pratica vietata, che comporta conseguenze legali di rilievo penale. In questo senso, si è espressa la Corte di Cassazione (sez. V Penale – 14/08/2026 – n. 31429).
La CIE, infatti, non è semplicemente un documento sostitutivo del “vecchio” modello cartaceo ma uno strumento d’identità digitale: essa custodisce i dati biometrici necessari al riconoscimento, all’espatrio e all’accesso ai servizi online della Pubblica Amministrazione.
Raccomandiamo, pertanto, alla cittadinanza di non modificare in alcun modo la CIE e ricordiamo che la manomissione, la rimozione o il danneggiamento del microchip determinano l’invalidazione del documento stesso.
Informiamo, infine, che i funzionari segnaleranno alle Autorità di Pubblica Sicurezza le anomalie riscontrate.